Hotel 3 stelle sul mare a Casamicciola Terme Isola d'Ischia con Centro Benessere e Terme
 
Ristorante Lucullus Pompei
 


ISOLA D'ISCHIA

LE ISOLE DEL GOLFO

Ischia, Capri, Procida e Vivara: sono queste le isole partenopee del golfo di Napoli.

Sono disposte a Nord Ischia, Procida e Vivara, prospicienti la costa flegrea (Flegree è il loro nome), mentre a Sud del golfo, di fronte alla penisola sorrentina, si trova l'isola di Capri.

Le isole flegree si differenziano da Capri per la posizione e anche per la loro diversa origine geologica. Ischia è l'isola maggiore per estensione con una superficie di 47 Kmq, segue Capri con poco più di 10 Kmq e Procida che si estende in lunghezza con una superficie di 3 Kmq, ad essa si collega l'isolotto di Vivara una splendida riserva naturalistica.

L'isola ha una circonferenza di circa 39km ed una popolazione residente di circa 50.000 abitanti (a cui si aggiungono in alta stagione oltre 300.000 presenze fisse).
Divisa in sei comuni, dista da Napoli circa 33km ed è ben collegata con la terraferma dalle numerose corse che raggiungono i 3 porti principali dell'isola.

Angelo Rizzoli Il turismo isolano ha conosciuto un nuovo e clamoroso sviluppo nel dopoguerra. Nel 1952 il cav. Angelo Rizzoli, innamoratosi di Ischia, decise di investire energie e capitali a Lacco Ameno e qui' iniziò la ristrutturazione delle antiche terme della Regina Isabella con la costruzione di un albergo che venne ritenuto tra i cento più eleganti del mondo.
L'iniziativa di Rizzoli permise un enorme sviluppo - non solo economico - della popolazione. Lacco Ameno da semplice villaggio di pescatori si trasformò in breve in un centro di turismo internazionale ad altissimo livello. Le antiche occupazioni (pesca, agricoltura e artigianato della paglia) incominciarono a diventare attività secondarie a vantaggio del settore alberghiero e commerciale. (Ischia Ieri e Oggi - G.Di Meglio)

DOV'E' ISCHIA

Ischia è la più grande tra le isole del golfo di Napoli (Ischia, Capri, Procida, Vivara).
E' compresa tra:

Latitudine Nord
40° 41' 29" (Punta S.Angelo a sud)
40° 45' 39" (Punta Cornacchia a nord)

Longitudine Est
13° 51' 10''(Punta Imperatore a ovest)
13° 58' 11" (Castello Aragonese a est)

Diversamente, la sua posizione è :
1° 30' 28" Longitudine Est (Meridiano di Roma)
40° 43' 55" (Latitudine Nord)

L'isola ha una circonferenza di circa 39 km, una superfice di circa 47 kmq, ed una popolazione residente che si aggira attorno alle 50.000 unità.

Esistono tre porti commerciali (Ischia Porto, Forio, Casamicciola) e due scali per barche da diporto (Lacco Ameno, S.Angelo).

Distanze dalle localita' costiere Miglia Km
Pozzuoli 10.5 19.5
Capo Miseno 7.1 13.2
Nisida 10.5 19.5
Napoli 18.0 33.3
Torre del Greco 19.4 36.0
Torre Annunziata 23.0 42.6
Castellammare di Stabia 24.4 45.2
Vico Equense 22.7 42.0
Sorrento 21.0 39.0
Punta Campanella 20.6 38.2
Positano 29.0 53.7
Amalfi 34.6 64.0
Salerno 42.6 78.9
Circeo (S.Felice) 48.6 90.0

Distanze dalle isole vicine Miglia Km
Capri 18.0 33.3
Ponza 48.5 90.0
Ventotene 26.5 49.0
Procida (porto) 4.2 7.8

Il Nome di Ischia L'Isola d'Ischia non ebbe sempre lo stesso nome. Omero, Esiodo e Pindaro la chiamano Àrime o Inàrime, Strabone e altri Pitecusa, i Romani Enaria. Per la prima volta in una lettera di Papa Leone III si trova il nome Ischia. (Guida d'Ischia - G.G.Cervera)

L'ISOLA 'VERDE'

L'isola più bella e più grande del Golfo di Napoli, è tra le più rinomate Stazioni idro-termo-climatiche marine e turistiche d'Italia e del mondo. Per gli antichi fu PITHECUSAE - AENARIA - INARIME - ARIME - ISCLA.
L'Isola d'Ischia è oggi meta consolidata del turismo internazionale per quattro essenziali ragioni: per le sue bellezze naturali, per il suo mite e temperato clima estivo ed invernale, per le sue salutari risorse idrotermali; per la sua modernissima attrezzatura turistica e la conseguente capacità ricettivo-alberghiera.

L'Isola, per chi viene dalla terraferma, non si presenta come il solito grande scoglio brullo in mezzo al mare, ma come una visione di sogno, come una grande nave imbandierata a festa. le cui fiancate, i ponti, gli oblò, le sartie, gli alberi e tutte le componenti, si presentano incredibilmente verdeggianti. Anche le cime dei piccolissimi scogli. lungo la costa, si presentano abbellite dal verde. Il verde alberga perfino nelle pietre, nel famoso "tufo verde" della zona di Forio delle cui pietre sono composte le bellissime ed originalissime "PARRACINE", (muri a secco) che adornano le dense macchie verdi dei vigneti.


Il verde tuttavia non nasconde la bella accidentata natura del terreno; la sua orografia, infatti, si presenta molto varia manifestandosi in montagna, colli isolati, in promontori maestosi, in pendii, pianori, dossi, tutte strutture che si possono più facilmente notare dalla magnifica terrazza del "SOCCORSO", in Forio da cui il Monte Epomeo si manifesta in tutta la sua impareggiabile bellezza.

Nel verde chiaro-trasparente dei vigneti, nel verde azzurrognolo degli uliveti, nel verde scuro degli agrumeti, s'intarsia il bianco calce delle case isolane che dona allo scenario il tocco magico della presenza dell'uomo.

Il mare, poi, il mare azzurro che circonda la bella isola di Ischia! Acqua, fuoco, aria e terra, le quattro radici di Empedocle, si ritrovano qui nell'Isola d'ISCHIA, dove, sotto un cielo celeste, in mezzo ad un mare che è ancora azzurro, vi è una terra incredibilmente bella. che si regge a galla per il fuoco del suo Vulcano in quiescenza, (l'Epomeo) che si manifesta attraverso le tante "fumarole", le acque termo-minerali che pullulano in ogni angolo.

Ma le bellezze naturali di Ischia non si esauriscono nei panorami. Le rade, le insenature, le comode spiagge, i porti, l'alta roccia lungo le coste, la vegetazione, la varietà delle piante, le pinete, la miriade di fiori variopinti, dal mare al monte fanno di ISCHIA una delle più belle isole di uno dei paesi più belli del mondo.

Il Nome di Ischia L'Isola d'Ischia non ebbe sempre lo stesso nome. Omero, Esiodo e Pindaro la chiamano Àrime o Inàrime, Strabone e altri Pitecusa, i Romani Enaria. Per la prima volta in una lettera di Papa Leone III si trova il nome Ischia. (Guida d'Ischia - G.G.Cervera)

L'ISOLA

L'isola presenta una forma compatta, rotondeggiante e si mostra particolarmente varia nella sua morfologia. Sovrastata dal monte Epomeo (789 mt. s.l.m.) presenta altri numerosi rilievi e colline, spesso separati da pendii scoscesi e canaloni che creano un paesaggio sinuoso e suggestivo.
Il periplo dell'isola è di 39 Km e le coste si presentano basse sul livello del mare verso Nord, con spiagge di piccole dimensioni, e più varie a Sud, dove si susseguono rientranze e promontori, baie e calette di cui alcune raggiungibili solo via mare.

Sull'isola non esistono corsi d'acqua superficiali, le risorse idrominerali riguardano prevalentemente le abbondanti sorgenti di acque termo-minerali presenti su tutto il territorio. Queste particolari acque sono una delle principali risorse isolane, le loro proprietà benefiche hanno consentito lo sviluppo dell'industria termale e l'incremento del turismo sull'isola.

La conformazione dell'isola ha originato ambienti differenti: sui rilievi esposti a nord si trova una rigogliosa vegetazione, boschi di castagni, querce e lecci; sul versante a sud la vegetazione bassa della macchia mediterranea ricopre i pendii e le profonde cave che dall'interno si protendono fino al mare. Particolari e caratteristiche sono le pinete secolari prevalenti sul versante di levante nei comuni di Ischia e Casamicciola.

Nel Mito Si dice che, nei primordi, l'Isola fosse stata dimora di animali molto simili a scimmie, detti Cercòpi. La mitologia pretende che antecedentemente questi animali fossero stati due fratelli, Càndolo e Atlante, tramutati poi da Giove per le loro arti subdole e ingannatrici. (Guida d'Ischia - G.G.Cervera)

I PAESI DELL'ISOLA

Ischia si articola in sei comuni: Ischia , Casamicciola Terme , Lacco Ameno , Forio , Serrara Fontana e Barano , con una popolazione totale di circa 50.000 abitanti.
Ischia è il centro più importante e si divide nella zona del Porto, che oggi rappresenta la parte più commerciale dell'isola e nella zona di Ponte dove domina il Castello Aragonese e il borgo antico e caratteristico dei pescatori. Il suggestivo Porto d'Ischia è in realtà il cratere di un vulcano spento e sprofondato che diede origine ad un lago. Rimase tale fino al 1854 quando Ferdinando II di Borbone fece aprire un varco inaugurando il porto.
La zona di Ischia è stata testimone dell'ultimo evento vulcanico verificatosi sull'isola: nel 1301 un cratere si aprì nella zona di Fiaiano e un fiume di lava discese fino al mare ricoprendo case e campi, creando l'attuale punta Molino. Fu un fenomeno tanto lungo e intenso che gli abitanti evacuarono l'isola per due anni. In seguito nel 1853 in quest'area i Borboni realizzarono un'opera di rimboschimento di pini, e ancora oggi possiamo ammirare le folte pinete.

Il comune di Forio situato sul versante di ponente ospita nel suo territorio molte frazioni e zone di interesse naturalistico molto suggestive. Particolari nel suo territorio sono le zone di produzione vinicola, quasi il 60% della produzione isolana proviene da questa zona. Caratteristica è la presenza dei terrazzamenti per la coltura della vite sulle alture e i tipici muri a secco, "le parracine", di pietra di tufo verde presente in questo versante dell'isola. Vicino a Forio si trovano due bellissime spiagge, Citara e Cava dell'isola, e inoltre importanti sorgenti termali a Citara e nella baia di Sorgeto, dove è possibile bagnarsi nelle acque calde in ogni periodo dell'anno.

Casamicciola Terme è stata famosa e rinomata anche in passato per le terme della zona che godono di acque particolarmente pure e benefiche. Nell'ottocento le terme casamicciolesi erano rinomate e molti personaggi illustri soggiornavano per godere delle cure degli stabilimenti. Questo comune è noto anche per le calamità che l'hanno colpito: nel 1883 un terremoto disastroso con epicentro a Casamicciola rase completamente al suolo l'intera cittadina e su tutta l'isola i danni furono ingenti, morirono circa un terzo degli isolani. Ancora oggi Casamicciola è il centro dell'isola a più alto rischio sismico, in quanto la sua posizione la vede collocata al di sopra di una profonda faglia sotterranea. Alle spalle del centro si trova una zona verde di pinete e boschi di castagni dove partono sentieri di risalita al monte Epomeo.

Anche nel comune di Lacco Ameno si trovano stabilimenti termali importanti (le terme Rizzoli), ma il passato di questo luogo va molto indietro nel tempo. Sono stati ritrovati in questa zona resti di un insediamento greco che testimoniano la presenza della civiltà greca sull'isola risalente al 757 a.C. Gli scavi realizzati negli anni '60 dal Prof. Buchner, hanno portato alla luce resti di una necropoli e molti reperti (la Coppa di Nestore) che testimoniano la presenza degli Eubei, antico popolo greco colonizzatore dell'occidente. Inoltre un piccolo museo permette di visitare i sotterranei della chiesa di Santa Restituta che nascondono le fondamenta di un'antica cattedrale di epoca paleocristiana e le catacombe.

I due comuni di Serrara Fontana e Barano si trovano in alto sul livello del mare e presentano un tipico territorio montano dove si articolano diversi sentieri di risalita alla vetta del Monte Epomeo. Fanno parte di questi comuni anche due zone costiere: il paesino di Sant'Angelo, nella cui zona è possibile ammirare le sempre attive fumarole; la spiaggia dei Maronti, la più estesa dell'isola con i canaloni di Cava Scura e dell'Olmitello.

Il Nome di Ischia L'Isola d'Ischia non ebbe sempre lo stesso nome. Omero, Esiodo e Pindaro la chiamano Àrime o Inàrime, Strabone e altri Pitecusa, i Romani Enaria. Per la prima volta in una lettera di Papa Leone III si trova il nome Ischia. (Guida d'Ischia - G.G.Cervera)

PICCOLA STORIA

Fin dall'antichità l'isola venne considerata una terra di grande interesse sia per la sua posizione nel mediterraneo, sia per le sue ricchezze del territorio. Furono i greci, e precisamente gli Eubei, i primi colonizzatori che nel VII secolo a.C. portarono le prime forme di civiltà organizzata attribuendo all'isola il nome di Pithekoussai. Dall'isola si spinsero a conquistare la costa e fondarono Cuma e Neapolis.
Il loro insediamento sull'isola si trovava nell'attuale zona di Montevico a Lacco Ameno. Oggi sappiamo con certezza che la loro maggiore attività era la produzione di vasi di ceramica (da questi anche l'origine del nome Pithekuossai pithoi in greco significa vaso di ceramica) e il commercio dei loro prodotti. Successivamente alla civiltà greca giunsero i Siracusani intorno al 500 a.C., che dispersero le popolazioni elleniche insediandosi al loro posto. Pithekoussai fu distrutta e l'isola fu soggetta a diverse dominazioni, tra cui quella di Roma che la cedette a Napoli in cambio di Capri.

Con i romani Ischia fu chiamata Aenaria, il suo centro era vicino alla zona di Cartaromana a Ischia Ponte, ma in seguito a un rapido assestamento del terreno l'insediamento fu sommerso dal mare. Per un lungo periodo fu terra di conquista e di passaggio.

Dal IX secolo iniziarono le terribili invasioni dei saraceni, le incursioni dei turchi e degli africani che si protrassero per ben settecento anni. In questo periodo le popolazioni del golfo costruirono avamposti, torri di avvistamento e un sistema di segnalazioni a vista dalla penisola sorrentina fino a Cuma, per avvertire dell'arrivo dei nemici. Gli abitanti di Ischia furono costretti a ripararsi nell'interno dell'isola dove costruirono rifugi scavati nel tufo, che ancora oggi si possono ritrovare.

Nei periodi successivi Ischia vede l'alternarsi di varie dominazioni: i Normanni, gli Svevi, gli Angioini e infine gli Aragonesi che attraverso la famiglia d'Avalos restituirono all'isola periodi di tranquillità e di dinamismo economico. Il loro dominio si trasformò progressivamente in assoggettamento con pressioni fiscali e angherie, tanto che nel 1729 alla morte di Michelangelo d'Avalos ci fu un'autentica sommossa. Il risultato fu che Ischia passò sotto la gestione diretta della casa reale di Napoli e così rimase fino all'unità di Italia.

Gli scogli Tutt'intorno l'Isola è disseminata di scogli, alcuni dei quali sono fuori dell'acqua, altri a pelo d'acqua, o secche, come la Pietra di Rienzo (sulla marina della Corteglia), le Cammerate (a Forio), la Falconara e il Cavaliere (nel Felice), le Formiche (fuori Punta Caruso), il Padre di S. Angelo (a S. Angelo), le altre più sott'acqua, come il Sarparo (fuori la bocca del Porto), il Rommo e il Faraglione (tra Vivara e il Castello), La Secca e Armàggio (a largo tra Castello e Parata), la Secca del Santuario (tra Lacco e Casamicciola), la Montagna di Portella, la Carena dei Maronti, la Montagna del Rapillo, il Frontone, la Carena della Nave, il Lentisco, lo Scugliariello, ecc. Le secche che possono impedire la navigazione sono due: La Secca del Rommo, individuata da una boa luminosa e la Secca del Santuario, individuata dai fari a due settori di Casamicciola e Lacco, di notte, e da un gavitello con miraglio sferico, di giorno. (Ischia Ieri e Oggi - G.Di Meglio)

Il castello Aragonese

In questa breve presentazione di Ischia merita uno spazio speciale il Castello Aragonese, il monumento storico più suggestivo dell'isola. Il Castello si arrocca su uno scoglio di origine vulcanica collegato all'isola da un ponte fatto costruire nel 1438 da Alfonso D'Aragona.
In origine fu costruito come castrum nel 474 a. C. da Gerone da Siracusa, e dopo un lungo periodo di abbandono, nel XIV secolo raggiunse il suo massimo splendore. Sotto la dinastia degli Aragonesi, iniziando da Alfonso I, la primitiva fortezza fu arricchita di mura, palazzi e di ben 13 chiese, divenne un centro politico, culturale e spirituale di notevole interesse. Al suo interno vivevano quasi 2000 famiglie, circa 5000 persone. La corte rinascimentale della nobile poetessa Vittoria Colonna fu l'apice dello splendore e l'inizio della decadenza, che durò più di un secolo.

Verso l'inizio del settecento il Castello si spopolò, gli abitanti e la sede vescovile si trasferirono sull'isola, restavano sull'isolotto solo alcune istituzioni tra cui il convento delle Clarisse. Nel convento si può ancora visitare l'ex-cimitero delle monache, queste non venivano sepolte da morte ma sistemate in una cripta su seggi di pietra forati al centro e qui lasciate. Una visita giornaliera delle viventi ricordava loro che la vita ha una fine. Il macabro spettacolo durato fino ai primi degli anni sessanta, è stato rimosso per ordine del vescovo.

BREVE CRONOLOGIA

3500 a.c. Presenza documentata dell'uomo a Ischia
1800 a.c. Presenza documentata dell'uomo a Procida
VIII° secolo a.c. Inizio della colonizzazione greca (Pithekoussai), che prosegue nella metà dello stesso secolo con la fondazione di Cuma ad opera dei Greci d'Ischia. Cuma diventa la principale città flegrea
VII° secolo a.c. Insediamento di Partenope o Partenopolis sulla collina di Pizzofalcone
V° secolo a.c. Prima metà: nasce Neapolis
524 a.c. Gli Etruschi di Capua assalgono Cuma, ma sono respinti
474 a.c. Nuovo tentativo etrusco di conquistare Cuma dal mare. Cuma si allea a Siracusa (Gerone), vince gli aggressori e cede Ischia ai siracusani che restano, forse, fino alla fine de V secolo
421 a.c. I Sanniti sconfiggono Cuma
II° sec. a.c. (fine) Scompare Pithekoussai
I° sec. a.c. (inizio) Probabile insediamento di Aenaria nella zona dell'attuale Ischia
82 a.c. Ischia si stacca da Napoli e passa sotto il controllo di Roma
29 a.c. Tiberio cede Ischia a Napoli in cambio di Capri
130-150 Scompare Aenaria
558 I Bizantini, dopo le invasioni barbariche, riconquistano l'isola, che ricongiunta a Napoli, ne segue le vicende
661-1130 Ducato di Napoli
812-1047 Incursioni saracene
1134 Ischia diventa normanna
1194-1265 Dominio svevo
1265-1282 Dominio angioino. Edificazione della fortezza sull'isolotto
1283-1438 Lotte tra Angioini e Aragonesi. Alfonso d'Aragona inizia il suo dominio attraverso la famiglia d'Avalos
1301-1303 Serie di eruzioni e distruzione dell'abitato medievale di Gironda
1486 (6 giugno) I Francesi attaccano Ischia che resiste
1501 (18 agosto) Ferdinando I d'Aragona dichiare Ischia "fedelissima", includendola nel demanio reale
1509 (27 dicembre) Francesco d'Avalos sposa la poetessa Vittoria Colonna nel Castello Aragonese
1534-1544-1552 Incursioni dei corsari Khair-ed-Din e Dragut
1708 Ischia sotto gli Austriaci
1729 Muore Michelangelo d'Avalos: ribellione degli Ischiani ai feudatari. L'isola torna al demanio
1734 (20 febbraio) Carlo I di Borbone occupa Ischia e Procida
1806 I Francesi a Ischia: il 21 e 22 giugno gli Inglesi assediano l'isola dal mare e la bombardano fino a metà luglio
1828 Terremoto grave
1853 (25 luglio) Inizio dei lavori di apertura del bacino portuale di Ischia
1854 (17 settembre) Inaugurazione del nuovo porto di Ischia e della Via Borbonica (Casamicciola-Lacco-Forio)
1863 (30 gennaio) Forte terremoto che si avverte anche nell'isola di Ventotene. Analogo fenomeno si avverte a Ischia e Ventotene il 25 luglio 1880
1881 (4 marzo) Violento terremoto a Ischia, in particolare a Casamicciola, avvertito anche nelle Isole Pontine
1883 (28 luglio) Disastroso terremoto su tutta l'isola con particolari effetti devastanti su Casamicciola. Fu un terremoto storico

La viticoltura

La viticoltura dell'isola di Ischia ha origini millenarie. Sulla coppa di Nestore, ritrovata a Montevico (Lacco Ameno), compare un'iscrizione che inneggia al buon vino locale e testimonia che gli Eubei, antico popolo greco colonizzatore dell'isola, introdussero la coltivazione della vite. La tecnica di coltivazione, in particolare modo, richiama alla tradizione greca e differisce da quella etrusca usata nel centro Italia e nelle zone interne della Campania. La viticoltura è stata alla base dell'economia isolana per lunghi periodi storici, condizionandone la vita e i costumi degli stessi abitanti.
Le colture sull'isola si estendono dalle coste fin sugli irti pendii montani dove cellai e terrazzamenti, costruiti con rinforzi di muri a secco di pietra di tufo verde, consentono la coltivazione della vite. Dal 1500 il vino bianco sfuso veniva esportato via mare verso la terraferma ai principali mercati italiani e stranieri fino in Dalmazia, veniva posto in "carrati" trasportati dalle vinacciere (barche a vela). Dal 1955 a oggi il cambiamento dell'economia isolana è stato radicale. Lo sviluppo rapido del turismo, che è diventato la principale risorsa economica dell'isola, ha indebolito e in parte cancellato il passato culturale di una tradizione che andava protetta e salvata.

Dal 1929 ad 1990 la produzione di vino è passata da 250.000 a 62.000 ettolitri l'anno, e dei 2747 ettari destinati a vigneti si è passati a soli 900 ettari nel 1990, di cui 600 rappresentano la viticoltura di pendenza. Oggi vi è una particolare ripresa della produzione vinicola anche per il prestigio che la qualità del vino d'Ischia mantiene sul mercato.

Indichiamo le qualità di uve più comuni e diffuse, tutte coltivate sull'isola certamente da 300 anni:

VITIGNI A BACCA BIANCA : Biancolella, Forastera, Arilla
VITIGNI A BACCA ROSSA : Guarnaccia, Piedirosso o Per'e Palummo, S. Lunardo.

Il Biancolella, Forastera, Piedirosso e Guarnaccia sono coltivati dai 200 ai 600 mt. s.l.m.; l'Arilla e il S. Lunardo insieme ad altre varietà al di sotto dei 200 mt.

Nel modo di condurre il vigneto è frequente la spalliera costituita da pali di castagno e canne su cui è tradizionale allevare il ceppo ad altezza variabile, fino a 2 mt. nei vigneti del versante Nord/Est. Le distanze tra i filari di viti vanno dai 70 cm a 1 mt e 20 cm. La potatura si effettua manualmente in genere nei periodi da gennaio a marzo. Anche la raccolta è manuale e avviene a seconda delle zone da agosto a novembre e le produzioni ad ettaro vanno mediamente dai 70 ai 90 quintali all'anno.

LE ACQUE TERMALI

Le acque termo-minerali fuoriescono da serbatoi sotterranei alimentati dalle precipitazioni metereologiche: l'acqua delle precipitazioni scorre nel sottosuolo nei terreni porosi e raggiunge i serbatoi acquiferi che vengono riscaldati da sorgenti di calore situate in profondità nel suolo; le acque si trasformano in vapori e risalgono alla superficie. I vapori riscaldano serbatoi superficiali che generano le sorgenti di acque termo-minerali. Vengono così chiamate in quanto si arricchiscono dei minerali contenuti nei terreni prima di emergere in superficie.
E' per questo motivo che c'è diversità nella composizione chimica delle acque termali, in quanto varia la natura dei terreni. Di seguito è riportata una tabella di classificazione delle acque presenti sull'isola.

Acque cloruro-sodiche acque salso-fosfato-alcaline
acque salso-fosfato -alcaline-ferrose
acque salso-jodiche
circa 75 emergenze (Ischia porto, Lacco Ameno, Casamicciola)

Acque bicarbonato-alcaline acque bicarbonato-fosfato
acque bicarbonato-fosfato -alcaline
acque bicarbonato-fosfato -alcalino-ferrose
circa 20 emergenze (Casamicciola, Barano)

Le temperature delle acque minerali variano tra i 15°C e gli 86°C circa (distinte in: fredde, ipotermali, termali, ipertermali), inoltre una costante comune è la presenza di radioattività naturale.

Le sorgenti dell'isola registrano la concentrazione di piccole quantità di un gas nobile: il Radon. La sua presenza non è nociva in quanto questo gas ha un potere di penetrazione molto labile (basta un foglio di carta per arrestarlo), ed è dotato di una "durata di vita" quanto mai effimera, che non consente periodi di accumulo. E stato dimostrato che può avere un effetto positivo sul nostro organismo esaltando le funzioni fisiologiche, tanto da essere sfruttato in varie condizioni cliniche.

Si ringrazia per i testi www.ischiaonline.it